Avamposto di straordinaria bellezza, S. Teresa se ne sta sul limite estremo del nord della Sardegna, a fronteggiare con spavalderia la forza del Maestrale, in perenne gara di fascino con la corsa Bonifacio, da cui la separa uno stretto meraviglioso braccio di mare.
Il piccolo Centro porta sul territorio tracce di antichissimo popolamento, come testimoniano i resti delle Tombe di Giganti di epoca nuragica, le cave di granito sfruttate dai Romani, la bellissima torre aragonese, simbolo del paese, voluta da Filippo II.
Nel 1808, essendo comandante della torre, Francesco Maria Magnon, Vittorio Emanuele stabilì, con regio decreto. che sul luogo nascesse un Borgo a contrastare il diffuso fenomeno del contrabbando di frontiera.
I Teresini conservano negli archivi comunali la pianta disegnata dal Re in persona e sono giustamente orgogliosi del loro centro storico, caratterizzato da un regolare, armonioso reticolo di strade linde e fiorite, profumate di Acciuleddi e Papassini.
L'ineguagliabile bellezza della spiaggia della Rena bianca, il suo mare turchese che vira al verde smeraldo, le scogliere di scintillanti graniti, assediati in ogni dove dalla folta macchia mediterranea, che impregna l'aria con i suoi mille aromi, hanno estimatori ovunque.
Il promontorio di Capo Testa, con i suoi splendidi duplici litorali, il maestoso complesso roccioso, modellato nel volgere dei millenni dall' inesauribile soffio vitale dei venti e dalle epiche mareggiate, immortalato sulle riviste più patinate di viaggi e di moda, sfondo per celebri spot pubblicitari, che agitano l'immaginario collettivo, invita a guardarsi intorno per ritrovare se stessi, come suggerito dal movimento Hippy, che, negli anni '70, ne fece una capitale del vivere alternativo.
La magnifica distesa della spiaggia della Marmorata, Valle dell'Erica, la solarità di S. Reparata, la quiete immobile di Porto Pozzo, ne hanno determinato il decollo turistico sin dagli anni cinquanta, con alberghi e discoteche di richiamo internazionale, sotto gli auspici dell'allora Gotha della mondanità.
Ancora oggi il contesto ambientale unico, ricco di cale, calette, lunghe spiagge lambite da acque cristalline, l' entroterra incontaminato degli antichi stazzi, meraviglia da esplorare per i silenzi atemporali, gli alberi nodosi e contorti, i massi giganteschi dalle forme fantastiche, la macchia intricata, rifugio di volpi e cinghiali, ne fanno un Sito richiestissimo.
Troppo..., sospirano i pionieri. Chi può ci viene a Primavera, a Settembre, ma, anche a Ferragosto, se volete giocare al buon selvaggio, troverete la vostra caletta del cuore.
Il nuovo porto turistico, nella magnifica insenatura naturale, garantisce ospitalità ai numerosi natanti, che dispongono per le loro escursioni del meglio del meglio, vale a dire dell’ Arcipelago de la Maddalena, della Corsica , degli isolotti dei Lavezzi e della mondanissima Cavallo.
Centri subacquei, condotti da prestigiosi esperti, maneggi, campi sportivi, negozi di ogni genere ( da saccheggiare quelli di gastronomia tipica ! ), bar, ristoranti, pub, discoteche, rispondono alle più disparate esigenze.
Con cadenza settimanale anche un ricco mercato all’aperto, ove dai luoghi tipici di produzione, affluisce il meglio della gastronomia sarda: amaretti, gueffos, torrone, salumi, prosciutti di cinghiale ( per il quale teste coronate si muovono da Cavallo), pecorini, che stordiscono con il loro forte profumo e invitano a ricchi bottini.
La sorellanza culturale e di charme, che la lega a Bonifacio è tenuta viva dai numerosi collegamenti giornalieri
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