Nuoro

Nuoro - Case vacanza, appartamenti e ville in affitto Nuoro

Per molti Nuoro rappresenta il volto più autentico della Sardegna per le tradizioni di cui è gelosa custode.
Arroccata ai piedi del massiccio granitico del monte Ortobene (mt. 995) Nuoro domina un' area di grande fascino ambientale ricco di boschi e di rocce, che ancora oggi evocano una civiltà agropastorale severa e scandita dallo scorrere delle stagioni.
Il villaggio nuragico di Tanca Manna, testimonia di un popolamento antichissimo del luogo, che non fu risparmiato da nessuna delle aggrssioni straniere a cominciare da quelle cartaginesi, romane, pisane, genovesi e poi ancora aragonesi e spagnole, che imposero un regime feudale oppressivo e rapinoso. L' economia non migliorò con l' arrivo dei Piemontesi, nel 1720, che imposero la Legge delle Chiudende innescando lo scontro tra contadini e pastori, in un crescendo di violenza che segnò profondamente il tessuto sociale .
La proverbiale fierezza degli abitanti della Città di Nuoro ha saputo mantenere la sua specificità nelle tradizioni popolari, nei costumi, nei canti e nei balli, che durante l' annuale Sagra del Redentore, nel mese di Agosto, è possibile ammirare in tutta la loro austera bellezza.

Nuoro ha sempre avuto una vita culturale di rilievo che ha ispirato artisti di fama internazionale come furono G. Deledda (Nobel per la letteratura nel 1926), S. Satta (poeta), F. Ciusa (scultore), S. Satta (giurista), G. Ciusa Romagna (pittore).
Splendida la gastronomia, a cominciare dal pane su pane carasau che conserva la fragranza di una volta e si presenta in dischi sottili, base per squisiti primi piatti; su coccone caratterizzato da una pasta finissima e dalle forme più svariate, destinate ad eventi speciali come battesimi e matrimoni.
Straordinari gli arrosti, tra cui primeggia il porcetto cotto allo spiedo e aromatizzato col mirto. Ottima sa cordedda, treccia fatta con le budella dell'agnello o del capretto ben pulite, cotta allo spiedo oppure in tegame con i piselli; su tataliu, una treccia più grossa con pezzi di coratella, arrostita allo spiedo. Da provare su zurrette: il sangue della pecora, condito con menta, timo selvatico, formaggio e pane carasau sbriciolato
I dolci sono una sinfonia di sapori che mescolano con sapienza il dolce con l'amaro, il formaggio col miele come Sa Sebada, sas Casadinas, s'Aranzad,a sos Papassinos, sas Orillettas, sos Coriccheddos. Morbidissimi gli amaretti e i Guelfos, delizie di mandorle e miele.
I vini sono di grande tradizione e gradazione, mai meno di 14°. Famoso tra tutti, per l' apprezzamento non solo letterario di D' Annunzio, il Nepente. Non da meno il Cannonau e l'acquavite, l'Abbardente o il Filu 'e ferru.
La possibilità di gustare queste prelibatezze è assai varia e va dalla grande ristorazione alle sagre popolari, dal circuito delll' agroturismo ai negozi alimentari numerosissimi.
E, se non basta, il mare stupendo del Golfo di Orosei è a due passi!

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